Il teste può essere determinante per la comprensione dell'esatta dinamica e delle responsabilità ed è degno di grande apprezzamento per il suo senso civico. Può anche essere fasullo, anche se in buona fede, come accade a volte, quando il teste dice: ero in casa quando ho sentito un forte rumore. Mi sono affacciato...". Ovvio che, tranne che in casi eccezionali, la sua dichiarazione non ci aiuterà nella ricostruzione della dinamica.

Bisogna assumere notizie inconfutabili che possano avere forza di convinzione anche in sede di giudizio.

Cosa accertare:

  • la posizione poco prima, durante e dopo l'impatto:

    • in auto, a piedi, in negozio, dietro, di lato, sul marciapiede...

  • dove era rivolto lo sguardo:

    • verso il punto d'urto, dalla parte opposta, in basso....

  • cosa ha visto e sentito:

    • provenienza e direzione dei coinvolti (ovvero da dove provenivano e dove sembravano che fossero diretti)

    • posizione dei coinvolti (sull'attraversamento, sul marciapiede, a destra, a sinistra...)

    • in che modo si sia verificato l'urto e qual'è stata l'evoluzione dei protagonisti in conseguenza dell'impatto

    • se si siano verificati un solo urto o più urti

    • rumore di frenate, di lamiere o altro

    • se gli elementi siano stati spostati dalla posizione statica assunta dopo l'urto

  • se sia legato in qualche modo ai coinvolti (conoscente, parente, passeggero)

  • in caso di fuga di un veicolo, se abbia letto i dati della targa, identificati marca, modello e colore, e sia in grado di descriverne il conducente (nazionalità, aspetto fisico, dimensioni, colore dei capelli, barba, occhiali, etc.)

  • Utile farsi lasciare il recapito in caso di necessità di nuova consultazione

i testimoni oculari